Le pompe di calore

Percentuali di modelli di refrigeratori e di pompe di calore disponibili sul mercato ripartiti secondo le classi energetiche Eurovent dalla A alla G.

L’incentivazione all’applicazione di pompe di calore elettriche o a gas nell’edilizia residenziale, nel terziario o nell’industria è originata dal fatto che si riconoscono in esse requisiti di efficienza particolarmente interessanti rispetto alle apparecchiature di riscaldamento tradizionali. E’ l’utilizzo delle fonti rinnovabili: aria, acqua e terreno che consente a queste apparecchiature di fornire energia termica con un consumo nettamente inferiore di energia elettrica o da combustione. I valori minimi dei coefficienti di prestazione (COP) per le pompe di calore elettriche e a gas e quelli di efficienza energetica (EER) per le unità di raffrescamento elettriche, descritti nell’allegato I al Decreto del 6 agosto 2009, sono stati proposti per promuovere l’acquisto e l’installazione di apparecchiature più efficienti rispetto al passato. E’ tuttavia necessario considerare che le pompe di calore che possono eguagliare e superare i valori imposti dal Decreto, potrebbero fornire prestazioni non adeguate durante il loro funzionamento a carico ridotto. E’ normale che un’unità di climatizzazione sia selezionata per fornire una capacità sufficiente a soddisfare i requisiti termici progettuali; ma sappiamo che questa capacità massima sarà richiesta solo in casi eccezionali. Ciò significa che i valori di efficienza a pieno carico saranno solo raramente soddisfatti nel corso della stagione di funzionamento. E’ indispensabile che il criterio di valutazione dell’efficienza delle apparecchiature di climatizzazione sia orientato verso valori mediati sul loro intero campo di funzionamento, dalla massima alla minima capacità. Eurovent ha dettato i parametri per misurare questa efficienza che, nel caso di unità di raffrescamento, sono definiti dal coefficiente ESEER. Le pompe di calore ad aria sono talvolta destinate a operare in condizioni estreme dovute alle temperature molto basse e agli alti contenuti di umidità dell’aria circostante e ciò ne influenza in modo importante l’efficienza energetica generando condizioni anomale di funzionamento con formazione di brina sulla batteria di evaporazione del gas refrigerante. Tutti questi fattori rendono più difficile stabilire un metro di misurazione e di comparazione uniforme tra le pompe di calore ad aria. L’attuale gamma di prodotti per la refrigerazione e per la produzione di acqua calda a pompa di calore è realizzata con efficienze variabili come segue:

- gruppi frigoriferi ad aria – efficienza a pieno carico EER minima 2,0 max. 3,5
- gruppi frigoriferi ad acqua – efficienza a pieno carico EER minima 3,0 max. 6,0
- pompe di calore ad aria – efficienza a pieno carico COP minimo 3,0 max. 4,5
- pompe di calore ad acqua – efficienza a pieno carico COP minimo 4,0 max. 7,0.

Dei numerosi modelli di refrigeratori e pompe di calore, solo il 17% supera il valore di efficienza minimo richiesto dalla Classe A (Eurovent). Contrariamente, ci consola che pochissime unità appartengano ancora alla peggiore Classe energetica G. Questi dati ci rendono consapevoli che molto è stato fatto per migliorare l’efficienza energetica delle macchine di refrigerazione e di quelle di riscaldamento a pompa di calore.
Ora dovrebbe essere fatto obbligo di utilizzare non generiche fonti rinnovabili, ma fonti che consentano di ottenere condizioni energetiche di funzionamento più favorevoli come l’acqua di falda, di fiume e le sonde geotermiche, laddove questo sia possibile. Altri compiti, non di minore impegno e importanza, li lasciamo all’edilizia che deve provvedere alla realizzazione di edifici i cui involucri riducano a zero le richieste di freddo e di caldo.

© Impianti Clima – Massimo Vizzotto

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