UTA o Autonomi Roof Top. Tecnologie che si incontrano

Tradizionalmente, la maggior differenza tra unità di trattamento d’aria e condizionatori autonomi roof top stava nel fatto che le prime mancavano della parte frigorifera, presente invece nei secondi. A confronto, i condizionatori roof top presentavano un progetto più rigido rivolto a soddisfare condizioni standard di benessere.

Questa differenza è venuta progressivamente ad attenuarsi nel corso del tempo per effetto soprattutto dell’insorgere di requisiti speciali negli impianti, al punto che oggi sono frequenti le unità ad espansione diretta dotate di un completo circuito frigorifero, mentre i roof top possono essere equipaggiati di sistemi di free cooling e ventilatori di estrazione.

Circuiti frigoriferi nelle UTA

Le applicazioni dove più di frequente si ritrovano le nuove versioni di unità di trattamento d’aria sono soprattutto nel settore ospedaliero (sale operatorie), nella deumidificazione di piscine coperte (wellness), nei laboratori, nell’industria farmaceutica e in altri specifici settori industriali. La risposta alle esigenze tipiche di queste applicazioni ha condotto quindi allo sviluppo di nuove tipologie specializzate di queste macchine. Le nuove generazioni di UTA possono venire equipaggiate di un proprio circuito frigorifero autonomo per poter realizzare in ogni momento i voluti trattamenti dell’aria. In realtà, il circuito frigorifero è nella gran parte dei casi un sistema motoevaporante e richiede il collegamento a un condensatore remoto ad aria. Alcuni modelli di unità si differenziano da questa soluzione poiché comprendono solo una batteria a espansione diretta con valvola di espansione elettronica e prevedono il collegamento ad unità motocondensanti remote, in sistemi VRF/VRV.

Recuperatori di calore

Ormai di frequente nelle unità di trattamento d’aria, ma anche nelle unità roof top, sono applicati recuperatori di calore aria-aria, del tipo a piastre, a flussi incrociati, tra l’aria espulsa e l’aria esterna, oppure del tipo a tamburo rotante. Soprattutto in presenza di portate d’aria medie e grandi, i recuperi di energia possono risultare considerevoli. Questi apparecchi, secondo le scelte costruttive, possono effettuare il solo recupero di calore sensibile o il recupero del calore totale (sensibile + latente). I rendimenti minimi percentuali dei recuperatori di calore in funzione delle portate d’aria, secondo la norma EN 308, sono riportati nella tabella 1.

L’intero articolo è pubblicato nel NUMERO 2 di Impianti Clima a pagina 30.
E’ possibile sfogliarlo  (Flash Player) o scaricarlo in formato PDF.

© Impianti Clima – Antonio Briganti

One Response to UTA o Autonomi Roof Top. Tecnologie che si incontrano

  1. Anche con le UTA (e non necessariamente con l’espansione diretta) è possibile ottenere la condizione igrometrica ambientale ottimale

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Current month ye@r day *